architetti romani

daniele romanelli

 

 Svincolo Autostradale Via dei Giovi 

Como

2004

Infrastrutture

non realizzato

 

 

 

 

 

 

 

< tutti i progetti di Daniele ROMANELLI

 

   
La linearità della viabilità stradale e da sempre un elemento di forte significato simbolico da un lato rappresenta l’unione di lughi distanti, dall’altro raffigura la velocità e il movimento. Tuttavia questa prima lettura delle potenzialità dell’elemento strada produce in realtà dei risultati ben diversi qualora si analizzino i micro-spazi limitrofi ai nodi di scambio viario. Molto spesso a margine della strada si vivono realtà di degrado dovute all’assoluta mancanza di interesse della popolazione locale a luoghi spersonalizzati, pensati per le auto e completamente anonimi a livello commuinicativo vere cesure del territorio.
Ecco allora che l’elemento strada è stato ripensato, non più un nastro che attraversa il territorio sempre uguale a se stesso ed indifferente alle situazioni locali, ma che subisce invece le forti valenze caratteriali della popolazione che, investendolo giornalmente con il proprio impegno produttivo, lo deforma lo ripiega su se stesso alla ricerca di nuove valenze comunicative che rappresentino ora appieno le persone che vivono tutti i giorni questa strada.
Il risultato di questa nuova ricerca è quindi un qualcosa che pur rimanendolo funzionalmente non è più strada, qualcosa che con la sua valenza volumetrica e materica ha un forte impatto visivo ed emozionale, un qualcosa che riesca a ricucire i diversi lati ricreando quell’unione perduta fra i due ambiti territoriali.
In questo contesto si possono individuare tre sistemi strettamente connessi l’uno all’altro:
quello orizzontale della rotatoria e degli spazi laterali di risulta, verosimilmente destinato a verde ed identificabile come “basamento” per l’elemento artificiale sovrastante
il sistema verticale della struttura di sostegno, con funzione artistico-espressiva ed unificatrice per le aree interessate dall’intervento
il sistema dinamico della sede stradale sopraelevata, come elemento visuale di maggiore impatto da evidenziare o mitigare.
Cercando di coinvolgere nell’evento artistico l’automobilista di passaggio sul viadotto delineando, tra le righe, un quarto sistema: quello della percezione visiva di due tipi: dal livello della rotatoria con velocità medio-basse e dalla sopraelevata con velocità medio-alte.
L’elemento libero il “Nastro Ripiegato”, pensato a cavallo del viadotto, viene investito della funzione portante del viadotto stesso. La sua natura libera viene preservata mediante ripiegamenti e sconfinamenti dalla sede stradale. Il tragitto descritto presenta molteplici funzioni: sotto la rampa sostiene la sede stradale ed al contempo, in corrispondenza dell’attraversamento pedonale, diventa “portale di accesso” ed elemento di arredo urbano caratterizzato da una continuità e compattezza materica; successivamente, scavalcando sotto il viadotto le corsie della rotatoria, ne evidenzia l’intersezione con la “cesura lineare” della strada principale, preservando allo stesso tempo la propria continuità e assumendo valenze artistico-scultoree enfatizzate da un trattamento policromo; infine, scavalcando nuovamente le corsie della rotatoria, privo dalla funzione portante, si sviluppa liberamente assumendo caratteristiche tecnologiche tali da conferirgli trasparenza e leggerezza e prestandosi come eventuale supporto per segnaletiche ed indicazioni stradali .
Parte integrante della soluzione progettuale proposta, è il sistema di illuminazione pensato come sistema composto da quattro piloni illuminanti posti ai lati del tratto stradale sopraelevato, diversi tra loro solo per posizione ed altezza, con carattere di elemento integrativo di valenza artistica.
La loro funzione tecnica è di duplice natura: illuminare in modo omogeneo la sede stradale sopraelevata e quella sottostante essendo al contempo essi stessi oggetti illuminanti, fonte di luce diffusa per gli spazi di risulta della rotatoria. Il loro ruolo “artistico” è anchesso di duplice natura: di notte, illuminando ed illuminandosi, generano interessanti giochi di luci ed ombre sugli sp