architetti romani

Nicola Auciello - www.na3.it

 

 Ventinovedodici 

Civitavecchia

2005

Architettura per i Servizi

non realizzato

 

 

 

 

 

 

 

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Il progetto riguarda la realizzazione di un “concept” per una caffetteria con vendita di paste, dolci e gelato in Civitavecchia (Roma):

VENTINOVEDODICI

Queste le motivazioni del nome:

- Venti: la sera , l’ora dell’aperitivo
- Nove: la colazione, l’ora del caffè
- Dodici: il brunch,lo spuntino veloce, l’ora del pranzo

La scelta del nome si deve alla coerenza di idee tra architetto-committente che hanno insieme portato avanti l’idea di creare un’identità “forte” e “riconoscibile” per una tipologia d’intrattenimento spesso dall’immagine logora.
Non abbiamo utilizzato stratagemmi o personalizzazioni estreme così come accade sovente per le caffetterie americane (quelle a catena); abbiamo puntato piuttosto a raccontare tramite il nostro progetto una sorta di “slow food” all’insegna della convivialità e dell’ambientazione prettamente urbana.
La facciata vetrata verso la zona pedonale, infatti, è una struttura leggera priva di pilastri e in estate o con il bel tempo, se all’improvviso una brezza tiepida si rende disponibile in città, può essere completamente aperta invitando i pedoni a partecipare ai piaceri della convivialità. La tentazione è quella di essere guardati e di guardare chi passeggia incurante dell’attenzione altrui.
Da questo si deduce che la nostra attenzione è stata rivolta soprattutto sul rapporto “interno-esterno”.
La vetrina esterna, con un semplice gesto, può essere trasformata in pensilina (per proteggersi da una pioggia improvvisa, per creare una piccola piazza “urban_virtual”. I vetri di notte si trasformano in specchio e nel momento in cui rimangono aperti, invitano il passante a sbirciare quindi al gioco del “guardare e non essere visti” ma al rovescio, come in realtà non è.
La convivialità è esaltata dal coinvolgimento emotivo dell’architettura che attrae ed invita a consumare in loco. Lo scopo del progetto è stato anche creare un luogo, punto di incontro informale che agisse da elemento di ricucitura sociale nel tessuto urbano.

This project deals with creating an "idea” for a coffee shop that sells pastry, sweets and ice cream in Civitavecchia (Rome).These are the reasons behind the name: Venti: the evening | pre-dinner drink time; Nove: breakfast | morning coffee time; Dodici: brunch | lunch. The name was selected by both the architect and contractor who wanted to create a “strong” and “recognizable” identity for a type of entertainment that often seems overdone. We have used strategies and extreme individualization techniques that are often used by American coffee shops (chains); our project should highlight a sort of “slow food” in a warm and clearly urban setting. In fact, the glass store front facing the sidewalk is light and has no paneling so that in the summer or when the weather is good, if a warm breeze should happen to blow through the city, it can be opened completely, inviting those passing-by to stop in. The temptation is to be watched or to watch people, mindless of others. It is clear that we have particularly focused our attention on the “inside-outside” idea. The outside window can easily be transformed into an awning (as protection from the rain) to create a tiny little “urban, virtual” square. The windows for the evening are transformed into a mirror and so long as they are open, they invite the passer-bys to play the game of “look but don’t be seen” but no the other way around. The warmth of the structure is emphasized by the emotional involvement of the architecture, attracting and inviting clients to eat in. The goal of the project was to create a place, an informal meeting point, which helps bring the community together in this urban setting.


Committente: Privato
Progettisti: Nicola Auciello e Carlo Buccheri