architetti romani

Sandro RANELLUCCI

 

 Museo Archeologico L'Aquila (MAAQ) 

Ex-convento di S. Maria dei Raccomandati

2005

Restauro di edifici storici e monumentali

realizzato

 

 

 

 

 

 

 

< tutti i progetti di Sandro RANELLUCCI

 

   
Oggi il MAAQ non è interpretabile come un sistema chiuso, ma come un’architettura museale aperta che trova completamento nel polo coincidente con il nucleo delle mostre temporanee. Strettamente relazionato alla componente didattica del museo permanente, il nucleo delle mostre temporanee contribuirà a determinare l’anello di congiunzione con gli altri musei omogenei e con i siti musealizzati all’aperto nella regione. Se di una metafora vi fosse bisogno per il sistema museale di S.Maria dei Raccomandati, questa dovrebbe consistere nel riferimento al più familiare ruolo del ‘belvedere’ o dell’ ‘osservatorio’. La stessa metafora dovrebbe del resto rimanere valida anche nel caso in cui il nucleo espositivo temporaneo si identificasse, quale strumento di continuità, nell’esposizione temporanea di opere d’arte contemporanea. Un‘ ‘osservatorio’ sulla scena internazionale dell’arte, in questo caso, non già celebrativo di ottiche interpretative troppo prossime e convenzionali, ma volto ad introdurre nella cultura del territorio gli stimoli più distanti ed eterogenei. Determinando, nella complessità del sistema museale complessivo, l’interazione di due vettori dai quali la cultura aquilana potrà trarre stimolo e crescita: il vettore che conduce al riconoscimento della continuità dei propri valori più profondi e radicati, e quello che conduce quella stessa cultura a confrontarsi con la vitalità del presente, senza rifiutare il futuro.

Preliminare alla concezione del progetto e dell’allestimento previsto dal museografo, è la convinzione che modernità e attualità in ambito museale non corrispondano tanto a caratteristiche dell’architettura e del design, e neppure soltanto all’impiego di tecnologie avanzate, quanto piuttosto alla possibilità di corrispondere flessibilmente ad esigenze diversificate nei tempi, nell’approccio conoscitivo, nell’approfondimento. A tale premessa d’ordine museologico generale si affianca, in rapporto all’ edificio storico preesistente, l’esigenza non solo di non contrastare di esso i valori architettonici e tipologici, ma addirittura, nella nuova destinazione a museo, di assecondarli e sottolinearli.
La definizione dei settori espositivi risulta identificata in pieno con le qualificazioni tipologiche del complesso monumentale preesistente.

L’obiettivo complessivo, in senso museologico, determina una struttura espositiva molteplice tesa a soddisfare tanto le richieste già configurabili al momento attuale, quanto ogni sorta di future esigenze.
Una prima esigenza espositiva coincide con la possibilità di tenere mostre temporanee a diretto contatto con lo spazio urbano. Tali mostre possono prevedersi aperte al pubblico sia singolarmente che nella compresenza di due o tre di esse, come avviene in analoghe strutture culturali nelle maggiori città. La contemporaneità di più eventi culturali anche eterogenei in effetti contribuisce a determinare la condizione di molteplicità informativa adatta a rendere vitale di per sé una struttura museale.
‘ E importante rilevare inoltre, benché tale auspicio abbia connessioni più sul piano museologico che su quello museografico, sia l’importanza trainante delle manifestazioni temporanee all’interno di un museo, sia l’efficacia del fatto che all’interno di tali manifestazioni temporanee sia prevedibile un programma nutrito di mostre d’arte contemporanea. Per quanto concerne il ruolo trainante delle mostre d’arte contemporanea all’interno del programma delle mostre temporanee, va ricordato come, quando siano qualificate e d’alto livello, da esse ne risulti per il loro target d’affezione un flusso turistico e una risposta d’immagine funzionali alla crescita del ruolo di un museo che nasce in una città di media dimensione. Conseguentemente, mentre da un lato il museo, per quanto concerne la Sezione archeologica potrà contare su contenuti effettivamente consistenti e su una condizione territoriale di rilievo, (e quindi era implicitamente necessario che a tale Sezione archeologica