architetti romani

Paola Rossi

 

 Concorso Internazionale di Progettazione  

Piazza Iliria - Durazzo - Albania

2008

non realizzato

 

 

 

 

 

 

 

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ENTE BANDITORE:
Comune di Durazzo - INARCH

PROGETTO: Paola Rossi, architetto

TEAM DI PROGETTAZIONE:
Paola ROSSI; Studio AMATI s.r.l.;
Collaborazione al progetto:
Serena De Marsanich; Giordano Rossi.
Architettura sostenibile:
Ilaria Garofolo;
Contributo d'arte:
Alessio Ancillai;
Archeologia:
Ada Foschi;
Elaborazioni grafiche:
Alessia Alasso; Andrea Gianfelice; Vincenzo Labellarte; Dario Lembo; Riccardo Moschella;


dalla RELAZIONE:
L’idea di progetto nasce da un metodo di ricerca che ha affrontato:

il rapporto con il luogo, ovvero con la sua immagine attuale

il rapporto con la storia, ovvero con il divenire delle modificazioni nel tempo

il rapporto con il costruire, ovvero con la possibilità per gli architetti di intervenire con un segno contemporaneo. Arte e tecnica per qualificare e ricomporre quanto è andato perduto trasformando l’esistente

il rapporto con la città, ovvero le relazioni tra i singoli oggetti architettonici nell’insieme complesso che essi vanno a comporre. Cercando di comprendere cosa sia questo agglomerato urbano e quale sia la sua possibile immagine futura

PERCHE’
… pensare e scoprire la città di Durazzo è anche avere la certezza-speranza della bellezza che si può scoprire nel suo sottosuolo.

… l’attuale carenza di valore dello spazio della piazza mortifica la sua storia millenaria

… è possibile modificare lo spazio, occuparlo e perfino trasformarlo senza distruggere

COME
… gli studiosi che scoprono le storie dimenticate

… gli scultori che trasformano la materia

componendo la superficie della piazza per parti differenti, realizzabili anche in tempi differenti, che vanno a creare uno spazio unico che lega preesistenze, prospettive, percorsi ed edifici.

COSA
Una piazza al fine interamente pedonale che sale dolcemente aggrappandosi al basamento dell’edificio che contiene le attività di governo della città.
Una collina che scende e dilaga nello spazio pedonale.
Archeologia come realtà storica ma anche arte ricreata.
Una “palafitta”, come ponte verso il futuro, che fonda le sue basi sulla storia.
Le donne e gli uomini che possono camminare, vedere, giocare, ballare, riposare, studiare …scoprire la città.