architetti romani

Sebastiano BONI, architetto

 

 Museo Del Tabacco  

Pontecorvo (FR)

2007

Architettura per la Cultura

realizzato

 

 

 

 

 

 

 

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Progetto
SEBASTIANO BONI - ROMOLO TANCREDI ARCHITETTI

Il museo si configura come la realizzazione del primo lotto del Centro visitatori del Parco dei Monti Aurunci che prevede, affianco al museo, la costruzione di una scuola sull’ambiente per lo studio e la divulgazione delle attività del Parco.

L'intervento si configura come la trasformazione in museo delle strutture preesistenti di una scuola materna ed elementare mai completata.

Il primo obiettivo del progetto è stato quello di regolarizzare il volume dell'edificio, originariamente caratterizzato dagli aggetti della copertura e dalle sporgenze delle solette dei balconi. All’esterno l’edificio è rivestito con pannelli di lamiera di acciaio corten tipo A, ancorati alle strutture in cls mediante una sottostruttura in profilati di acciaio zincato. La scelta di utilizzare l’acciaio corten per il rivestimento dell’edificio nasce dal presupposto che questo tipo di acciaio al termine del processo di ossidazione prefissata che garantisce la formazione dello strato protettivo più esterno, assume un colore che sembra riprodurre esattamente quello delle foglie di tabacco essiccate. Porzioni di edificio sono realizzate con vetrate di barre U-Glass posate in parete doppia inserite in profili in alluminio estruso anodizzato argento; le pareti di U-Glass sono anch’esse ancorate alle strutture in cls mediante una sottostruttura in profilati di acciaio zincato.

Al fine di rendere unitario il volume dell’edificio la sporgenza della copertura e quella delle solette dei balconi sono state raccordate con un piano di facciata tangente al punto di loro massimo aggetto, risultando quindi inclinato di 6 gradi sulla verticale; sui lati corti del rettangolo di base, che sono invece privi di balconi, il piano che contiene la facciata è inclinato di 6 gradi in senso opposto, raccordando l’aggetto della copertura alla trave perimetrale a filo dei pilastri. Tale doppia “giacitura” dei piani di facciata genera agli angoli dell’edificio una linea di intersezione dei piani che, a seconda del punto da cui la si osserva, genera nell’osservatore una più o meno evidente sensazione di sconcerto.

Si è giunti così alla definizione di un volume continuo e chiaramente identificabile – anche se non immediatamente riconducibile a geometrie certe – definito da piani di facciata realizzati in acciaio corten inclinati +/- 6 gradi sulla verticale, scanditi da bucature funzionali all’illuminazione dello spazio interno, da cui fuoriescono ortogonalmente -nelle due dimensioni verticale ed orizzontale - i volumi di vetro realizzati con pareti di U-glass.

La medesima contrapposizione fra piani realizzati in acciaio corten inclinati di 6 gradi e sistema ortogonale di superfici vetrate è stata utilizzata per suddividere e articolare lo spazio interno dell’edificio. Il museo prevede infatti un doppio sistema espositivo: il primo, costituito da “teche” di cristallo, disposte perimetralmente ai pilastri in cls, disposte sulla maglia strutturale ortogonale dell'edificio; il secondo, costituito da “nastri” continui di corten, posti con una giacitura ruotata di 6 gradi in senso orario e realizzati con lamiere inclinate anch’esse di 6 gradi sulla verticale.

Le “teche” sono formate da lastre di cristallo temperato/stratificato di sicurezza incolore, poste in opera su cerniere a soffitto e pavimento dotate di serratura, con porzioni satinate a disegno e ripiani interni costituiti da lastre di pmm estruso trasparente, vincolate da un sistema di sospensione costituito da cavi di acciaio e morsetti tesi dal soffitto al pavimento. Nell’intercapedine fra le lastre di cristallo ed i pilastri in cls sono collocati apparecchi bilampada per fila continua che negano la consistenza delle struttura in cls e consentono di ottenere un livello d’illuminazione uniforme della superficie vetrata.

I “nastri” di acciaio corten tagliati e piegati a misura hanno giacitura ruotata di 6 gradi in senso orario rispetto al reticolo strutturale dell’edificio; la giacitura ruotata dei nastri è ripresa dal binario in alluminio verniciato bianco a soffitto cui sono applicati i faretti a sospensione con stelo rigido in pressofusione di alluminio verniciato dotati di lampade diacroiche per la luce d'accento.