architetti romani

Nicola Auciello - www.na3.it

 

 Casa all'Eur 

Roma

2013

Architettura degli interni

realizzato

 

 

 

 

 

 

 

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Roma, quartiere Eur | 2011-2013.
Il progetto | La realizzazione.

Siamo all’interno di una città nella città [nell’idea di Marcello Piacentini, 1938, L’Eur è programmata per essere “città del futuro”, in grado di coniugare modernità e classicità dell’architettura romana].
L’appartamento, è un duplex dal taglio borghese, distribuito su due livelli - attico e superattico - con una superficie interna di circa 150 mq e 100 mq esterna, progettato originariamente dall’architetto Claudio Dall’Olio, insieme all’intero edificio, intorno al 1953.
La distribuzione degli ambienti, soprattutto a causa di superfetazioni avvenute nel tempo da parte dei precedenti proprietari, risultava tortuosa e poco funzionale all’organizzazione degli spazi, percorsi e servizi.
Il nuovo progetto ha previsto, dunque, una regolarizzazione degli stessi e il riposizionamento dei servizi oltre ad un’apertura totale della zona ingresso sulla zona giorno e notte.
Il rispetto dello spazio, quanto più vicino all’originario – ove possibile – è stato “l’incìpit”, insieme ad un segno contemporaneo che colloquiasse con l’Eur, con la storia, tramite alcune delicate scelte progettuali e l’accentuazione di una serie di contrasti [materici e formali].
Una sinergia nel rapporto tra tempo passato e presente, spazio interno ed esterno, elementi vuoti e pieni, materia concava e convessa, geometrie rette e curve, dettagli in luce ed ombra e superfici in ampiezza e contrazione.
Il dialogo*, tra passato e presente, inizia varcando l’ingresso della casa, sottolineato da tre elementi: la scala, il guardaroba e l’armadio [questi ultimi arredi fissi]

1- L’elemento architettonico scala, originario degli anni ’50, è preservato e reso contemporaneo dall’inserimento di un passamano in metallo bianco lucido ed, alla base, uno zoccolo a filo turchese pastello [colore tipico di quegli anni], quasi ad eseguire una sottolineatura, come accade con le parole;

2 -Il guardaroba sull’ingresso, rivestito in stoffa, già presente in origine, è stato ridimensionato nella parte bassa: la stessa, fruibile dalla cucina e utilizzata per il contenimento della legna;

3- L’armadio incassato, anch’esso del 1950, è stato ricollocato, da un’originaria zona centrale [che sottraeva spazio utile alla camera adiacente], in questa nuova posizione di fine corsa-corridoio, di fronte al camino;

[il dialogo*] prosegue, poi, con il quartiere Eur, con il ritmo dettato dai prospetti delle architetture, dei colonnati, delle bucature degli edifici, all’interno del grès tagliato su disegno a piè d’opera [rivestimento di superfici orizzontali e verticali].
Il rivestimento invade ogni parte della casa che comunica con l’esterno: l’ingresso, il camino, i sottofinestra degli ambienti, i bagni e la cucina e – ove necessario - i relativi gradini, i terrazzi.
Già varcando la porta di ingresso dell’appartamento è evidente la presenza di un tappeto, prosecuzione della scala, che piega ortogonalmente, diventando una seduta di sosta breve; ritroviamo il grès, come elemento di raccordo con l’esterno nelle pareti e pavimentazioni sottofinestra del soggiorno, suddiviso in tre aree: esse eseguono un disegno che contrae lo spazio verso la zona centrale e lo dilata alle estremità.
Il grès è anche sul camino [perché comunica con l’esterno], asimmetrico e con doppio affaccio, sul soggiorno e cucina che rimane separata dal corridoio tramite una porta in cristallo trasparente a scomparsa per non celarne mai il fuoco.
Il fuoco sempre visibile all’attraversamento di qualsiasi ambiente.
Tutto ciò si coniuga con una pavimentazione in rovere cotto e con tre finiture diverse nello zoccolo, a seconda degli ambienti e necessità: a filo bianco opaco [quasi ovunque], a filo turchese pastello [solo a sottolineare la scala], a sguscio lucido [dove sono state posizionate le porte a scomparsa]. Un colloquio continuo tra linea retta e linea curva:
le linee curve ritornano [oltre alla scala], rafforzate in un bianco lucido, sugli sgusci di raccordo: parete/parete [vedi soggiorno accesso cucina], parete/soffitto [vedi seduta ingresso e nicchia-lampada nello studio], parete/pavimento [sguscio-zoccolo].
Il gioco nello spazio diventa elemento essenziale di progetto tra misura, integrazione e contemporaneità.

Misura.
Un progetto mirato esclusivamente alla qualità, alla difesa di un’identità, alla integrazione. Un intervento misurato e controllato. Un lavoro sulle superfici come fondamenta di comunicazione.

Integrazione.
Il grès dei rivestimenti, con superficie concava e convessa, diventa un materiale tattile che esprime identità, rivelandosi capace di coniugare storia e cultura ad integrazione delle viste delle meravigliose architetture esterne.

Contemporaneità.
Contemporaneità data non solo da aspetti tecnologici celati, ma dalla teatralità: quest’ultima intesa come sistema di metafore [traslate nel manufatto], come accade nella tecnica di ribaltamento della situazione scenica attraverso piccoli gesti o parole.
Qui, al pari di gesti e parole, sono i dettagli che unendosi prendono vita, per creare il racconto.